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Il Galateo

Del Matrimonio

La nostra infallibile guida alle (moderne) regole di Bon Ton per la perfetta cerimonia

by Silvia Bortolotto

Pianificando il proprio grande giorno, è inevitabile scontrarsi con le regole del Galateo del Matrimonio: tonnellate di piccole ma significative questioni di etichetta e battaglie logiche. Dall’ordine dei nomi degli invitati sulle partecipazioni al seating durante il banchetto, questi rompicapo comuni a tutte le celebrazioni, a prescindere dal genere – siano esse tradizionali, religiose, civili o decisamente più informali – si risolvono seguendo le regole del galateo.

Guida infallibile alle regole di Bon Ton per la perfetta cerimonia, l’arte delle buone maniere è una vera e propria ancora di salvataggio da tragici passi falsi per sposi, parenti e invitati, i quali, seppur facilitati, non sono esenti da protocolli (KIDS POLICY e GUEST DRESS CODE).

Abbiamo riassunto per voi le più importanti e comunemente trascurate norme di comportamento del galateo del matrimonio, ma qualora desideriate saperne di più per le vostre nozze non esiste miglior soluzione che affidarsi a un wedding planner professionista!

Partecipazioni e Inviti

Quasi sempre anticipati dal Save The Date, partecipazioni e inviti sono l’anteprima ufficiale di un matrimonio, ne definiscono lo stile, il livello di formalità e conferiscono a chi gli riceve un’idea generale dell’evento. Devono quindi rispecchiare il mood in un’armonia di scritte, palette colori e disegni.

In pochi conoscono la sostanziale differenza tra partecipazioni e inviti: le prime infatti sono una convocazione ufficiale alla cerimonia, sia essa religiosa o civile, i secondi invece sono rivolti al ricevimento nuziale. Attualmente le coppie prediligono un unico invito in quanto sempre più spesso gli invitati alla cerimonia e al ricevimento sono gli stessi.

Da spedire tre mesi prima del grande giorno, quattro se sono tanti i residenti all’estero, vanno mandati comunque, in segno di affetto e riconoscimento, anche a quelle persone sulla lista che si sa per certo non potranno partecipare.

La tradizione vuole che a partecipare il matrimonio siano i genitori dei futuri sposi, formula oggigiorno in disuso in favore del più “rilassato” annuncio da parte degli sposi stessi. Sulla carta fino al fatidico “lo voglio”, il nome di lei precederà quello di lui, mentre per tutte le comunicazioni ufficiali a seguire saranno invertiti, incluse quelle del ricevimento e di ringraziamento per i doni di nozze. D’obbligo, oltre alle informazioni sulla location, data, ora e il classico RSVP, un esplicitazione sul dress code e sulla presenza dei bambini.

Rigorosamente scritti a mano sulle buste, se possibile da un calligrafo esperto, i nomi e i cognomi degli invitati non devono mai essere preceduti da titoli professionali eccezion fatta per gradi militari e clero, bensì dalla formula Gentilissimo/ma/mi. Ecco cosa prevede il galateo del matrimonio:

  • Nel caso di una coppia fidanzata o convivente si può mandare un invito unico comprensivo di nomi e cognomi di entrambi con quelli dell’uomo per primo: Gentilissimi Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti;
  • Se il destinatario è invece una coppia sposata, non includendo figli nell’invito, si scriverà il seguente utilizzando il solo cognome del marito: Gentilissimi Romeo e Giulietta Montecchi;
  • Qualora si desideri invitare una famiglia intera basterà la dicitura: Gentilissima Famiglia Montecchi. Se i figli tuttavia non vivono più sotto lo stesso tetto dei genitori gli è dovuta una partecipazione apposita.

Seating Plan

Il seating plan, generalmente comunicato durante il ricevimento tramite un tableau intuitivo, non prevede rigidi protocolli. Una volta era usanza per gli sposi sedere insieme ai genitori e i parenti più prossimi che oggi hanno fatto spazio a testimoni e damigelle. Tra gli invitati le coppie fidanzate, conviventi e sposate da non più di un anno devono occupare un posto allo stesso tavolo, a differenza di quelle consolidate che possono essere liberamente scoppiate. Importante mischiare quanto più possibile i sessi creando un omogenea alternanza uomo-donna e raggruppare amici e familiari laddove possibile in base a interessi comuni. E mi raccomando, astenetevi dall’impulso di designare un’area unicamente per single!

Cerimonia e Ricevimento

Gli sposi, e le loro famiglie, hanno il compito imprescindibile di coccolare i propri invitati, dall’arrivo alla location della cerimonia ai saluti finali, rendendo l’esperienza del matrimonio quanto più piacevole, senza far spendere cifre troppo importanti per spostamenti e alloggi, anzi invitandoli qualora il budget lo consenta. È consigliabile scegliere una location per il ricevimento non lontana da quella del rito, al massimo 20/30 minuti d’auto, e magari predisporre delle navette di supporto. Essenziale per essere un buon ospite è non dedicare troppo tempo a fotografie e migliori amici, bensì dividersi tra tutti i presenti durante il corso dell’evento, riservando spazio anche a chi non si conosce e chi non è proprio simpatico, condividendo un abbraccio, una veloce chiacchierata o saltando di gruppo in gruppo sulla pista da ballo.

Per gli invitati

Anche gli invitati a un matrimonio hanno una serie di semplici ma fondamentali compiti da assolvere per rispettare il galateo del matrimonio, quali rispondere al cosiddetto RSVP per tempo, informare di eventuali intolleranze e allergie con largo preavviso, arrivare puntuali alla location, vestire adeguatamente al contesto, secondo tema qualora ce ne fosse uno, e acquistare un regalo di nozze appropriato. Seppur in buona fede, i più frequenti errori commessi dagli invitati sono conseguenze di una mancanza d’attenzione alle comunicazioni ufficiali. Ad esempio richiedere ai propri ospiti la presenza di un accompagnatore è assolutamente inopportuno a meno che non si abbia una relazione stabile con la persona in questione. Altrettanto sconveniente è portare i propri figli al matrimonio dando per scontato che siano i benvenuti, a meno che la loro presenza non sia palesemente richiesta su partecipazioni e/o inviti (Kid Policy). Ultimo consiglio di buon gusto nell’era dei social, più che una regola di galateo, postate esclusivamente le foto in cui gli sposi sono meravigliosi, trattenetevi dal caricare quella gag “simpatica” che potrebbe fare ridere i vostri follower a loro discapito. Ricordate, questo è il loro grande giorno, non il vostro!